Materia e Acciaio
Una doccia da esterno in acciaio inox dura davvero al mare?
Sì, se è AISI 316 e la superficie è stata chiusa bene. Il sale attacca dove trova un'apertura: ecco cosa succede e cosa conta davvero.
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Sì, se è in acciaio inox AISI 316 e la superficie è stata chiusa bene in officina. A duecento metri dal mare l'acciaio marino non è una scelta, è l'unico che regge: il nostro banco di prova sono gli stabilimenti balneari della costa di Viareggio, dove una doccia passa l'estate sotto sale, sabbia e sole.
Che cosa attacca l'acciaio vicino al mare
Non è l'acqua, è il sale. L'aria salmastra deposita cloruri sulla superficie e, dove trova una micro-apertura, innesca la corrosione puntiforme: comincia da un punto invisibile e da lì si allarga. Su un acciaio sbagliato bastano pochi inverni.
Perché AISI 316 e non 304
Tra un AISI 304 e un AISI 316 ci sono pochi punti percentuali di molibdeno. È quel poco a fermare la corrosione puntiforme. Il 316 costa di più ed è più difficile da lavorare: rallenta ogni fase della produzione, e quasi nessuno lo sceglie se non è costretto. Noi dal 1999 non abbiamo mai usato altro, e l'acciaio che lavoriamo è esclusivamente di produzione europea.
La fase che decide tutto: la superficie
L'acciaio grezzo ha una porosità naturale, microscopiche aperture dove la corrosione può innescarsi. Per questo la pulimentatura è la fase che il cliente non vede e che conta più di tutte: la superficie viene lucidata con carte abrasive a grana crescente e poi con macchine a spazzole, finché non resta niente di aperto. Una colonna che regge al mare è una colonna chiusa bene, prima ancora che verniciata bene.
E dentro?
Anche i corpi interni e le parti meccaniche sono in AISI 316, fresati dal pieno con centri di lavoro a controllo numerico. Dove il settore usa ottone, qui c'è lo stesso acciaio dell'esterno: meno giunzioni, meno punti dove qualcosa può cedere.
Cosa fare per farla durare
Poco. Un risciacquo con acqua dolce dopo i periodi di esposizione intensa al salino toglie i cloruri prima che si depositino. Niente spugne abrasive sulle finiture lucide. Per il resto, l'acciaio fa il suo mestiere: dopo dieci inverni a venti metri dal mare sappiamo cosa fa quando nessuno lo guarda più.