Una materia sola.
Dal 1999 lavoriamo acciaio inox AISI 316. Solo quello. È il motivo per cui sappiamo cosa fa quando nessuno lo guarda più: dopo dieci inverni, a venti metri dal mare.

Due mestieri, un’idea.
Fontealta nasce a Viareggio nel febbraio 1999, dall’incontro tra due competenze che di solito non si parlano.
Da una parte la rubinetteria. Il padre di Andrea Farnocchia ci aveva passato una vita: sapeva come si fa scorrere l’acqua dentro un corpo di metallo, quali sono le tolleranze che contano e quali sono le cose che si rompono.
Dall’altra la nautica. Andrea arrivava dagli studi del settore, dove la prima domanda su un materiale non è mai se sia bello, ma quanto resiste al sale.
Da quell’incontro è nata una scelta che allora sembrava eccentrica: fare rubinetteria di alta gamma in acciaio inossidabile, invece che in ottone cromato come facevano tutti.
Perché AISI 316.
A duecento metri dal mare, l’acciaio marino non è una scelta. È l’unico che regge.
Tra un AISI 304 e un AISI 316 ci sono pochi punti percentuali di molibdeno. È quel poco a fermare la corrosione puntiforme, quella che comincia da un punto invisibile e da lì si allarga.
Il 316 costa di più ed è più difficile da lavorare: rallenta ogni fase della produzione. Quasi nessuno lo sceglie se non è costretto.
Noi non abbiamo mai usato altro. E l’acciaio che lavoriamo è esclusivamente di produzione europea.
Dal tubo al collaudo.
Colonne doccia freestanding, rubinetteria da bagno, soluzioni per la cucina e per la nautica. Venti collezioni, oltre cinquecento articoli, sette finiture a catalogo e qualsiasi colore su richiesta: RAL, Pantone o NCS, anche su un pezzo solo, senza minimi d’ordine. Primo produttore al mondo di colonne doccia freestanding per numero di modelli e libertà di personalizzazione.
Disegniamo e produciamo internamente, dal tubo grezzo al collaudo idraulico. Il ciclo produttivo è interamente italiano: la precisione della macchina dove serve la macchina, la mano dell’artigiano dove la macchina non arriva.
Quando un progetto chiede qualcosa che non esiste, lo costruiamo. È un’abitudine che abbiamo dal lavoro sui megayacht, dove il pezzo standard non basta quasi mai.
Perché proprio qui.
Viareggio non è un indirizzo. È il motivo per cui possiamo fare certe cose.
I cantieri navali ci hanno dato fornitori che lavorano l’acciaio secondo standard nautici: un difetto che altrove passerebbe inosservato qui viene subito messo in evidenza, e genera uno scarto.
Gli stabilimenti balneari e gli hotel della costa sono il nostro banco di prova: una doccia che sopporta un’estate in spiaggia ha già superato qualunque uso domestico.
E poi c’è il Carnevale. I carri sono strutture alte fino a venti metri, ricostruite ogni anno da zero e dipinte a mano in qualsiasi tonalità serva. Attorno a loro, e ai verniciatori dei megayacht, è cresciuto a Viareggio un indotto che nel resto d’Italia non ha equivalenti.
Sono gli stessi fornitori a cui ci rivolgiamo noi. È per questo che una tinta fuori catalogo su un pezzo singolo, da noi, è una richiesta normale e non un’eccezione da negoziare.
Prima le domande.
Il prodotto è sempre lo stesso: acciaio inox AISI 316, che si installa ovunque. Le differenze stanno altrove, e sono tre.
La finitura, perché non tutte rispondono allo stesso modo all’esposizione e alla manutenzione che il progetto potrà garantire. La dotazione, perché cambia in base all’impianto che c’è o che si può portare. L’installazione, perché dipende da chi userà il prodotto e con quale frequenza.
Sono le domande che facciamo prima di proporre qualsiasi cosa. Non è cortesia commerciale: è il modo di evitare che un progettista si trovi, tre anni dopo la consegna, a rispondere di una scelta che si poteva fare meglio.
Il nostro lavoro finisce quando il progetto regge nel tempo. Non quando parte l’ordine.
Il resto lo raccontiamo di persona.
Raccontaci il tuo progetto: dalla residenza privata all’hospitality, fino ai megayacht.